Oltre il monte (di Eugenio D’Agata)

interpretare artisticamente

Mentre il vapore si fa ferro e piano arrugginisce e fili d’erba crescono già ingialliti tra neri sassi e legni marci, mentre il respiro si fa denso di lacrime di irritazione e denti stretti di rabbia cadono uno a uno come da un vecchio teschio ancora senza sepoltura, mentre dalla notte scende un cielo di vorticosi lampi e dure stelle su una terra di vetri infranti e secchi rami, mentre insulse grida spacciano per diritto un arbitrio e disperatamente fieri sguardi per onore la servitù, mentre l’orizzonte è lontano dove terra e cielo non si toccano e forse divergono, io amo, e te, e questo ogni illusorio e particolare appiglio schivare nel nostro dolce e morbido verso l’alto cadere.

15 giugno 2013
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