Sulla strada (di Eugenio D’Agata)

trasformare artisticamente

E mani che piano ghiacciano a questo assonnato vento di consolare, su segni di lacrime che li vedi sempre, in controluce. È un respiro complicato mentre gelate parole a ramona provano a sciogliersi a un timido sole che filtra da infranti sogni di fratellanza. Sugli angoli scioglievoli piramidi in sporco bianco e nero, a terra rattoppi a dislivelli che è un continuo e necessario su tutto sbandare.

Tossire è futuro e fantasmi raffreddati si guardano intorno circospetti mentre attraversano su strisce pedonali tracciate in tempo reale. Più avanti un vigile urbano in decomposizione, verbale alla mano, emerge dalla terra per consentire il passaggio o intimare l’alt a seconda del caso (proprio a seconda del caso). Dalla bilancia arrugginita pende un ago a contorto punto interrogativo predisposto dall’ufficio compatente.

Sopra il fiume chiazze d’acqua riflettono gli angeli della sorte.

15 giugno 2013
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