pornomanifesto

trasformare artisticamente

Ciao, questo è per te che leggi sempre, ché lo vedo da google analytics che ti fai sempre gli affari miei. Ma, del resto, potresti oppormi che sono io a scrivere i fatti miei. Sì, si chiama pornografia, la mia. La tua, sia chiama voyerismo. Detto questo, passiamo alla mia creatività ( e alle tue frustrazioni). 

Mia sorella, mia simile, mia amica. (liberamente tratto da Baudelaire).

Quando ero piccola tutte le mie amiche conoscevano cose che io non conoscevo. Solo dopo avrei scoperto che erano loro a non sapere quello che sapevo io. Tuttavia, prima, quando non lo sapevo, non stavo bene. O meglio, io stavo benissimo, ma quelli che ritenevano di avere una qualche facoltà di capirci qualcosa riuscirono solo a farmi capire che ero strana.
Come la dottoressa Rocca, che mi rovinò l’adoloscenza (più di quanto questa fascia di età non sia già tanto complessa da sola) quando per un’allergia alle graminacee mi mandò dallo psichiatra. (sì, proprio lo psichiatra, quello che fa i TSO).

Crescendo ho sviluppato la mia coscienza, che già partiva da basi solidissime, nonostante quello che volevano far credere a me (e a mia madre) tutte le varie ed eventuali dottoresse Rocca che ho incontrato nella mia vita. Ho sviluppato la mia coscienza, solida, tetraedrica, fragilissima e iper-logica, quasi priva, apparentemente, di intelligenza emotiva, eppure tanto capace da scorgere al di là una risoluzione senza conflitti, confliggendo necessariamente, e (quindi) puramente umana.
Che, negli anni, ha subito varie declinazioni, fino ad autodefinirsi anarchica.

Ma, in fondo, a cosa è servita una simile autodefinizione?

A nulla.

Anzi. Ha peggiorato le cose.
La verità, quella vera, quella valevole anche e soprattutto e per gli altri, è che sono strana. Quelli più lungimiranti, o più complessati, o che hanno studiato psicologia (o leggono le pagine rosa di D donna) penseranno che siamo tutti strani e particolari e unici, o che comunque chi lo pensa è complessato e dovrebbe adare in analisi o quantomeno in terapia.
Sì, forse.

Comunque questo è il mio sito, che mi sono costruita io e ci scrivo io. Quindi io sono unica. E gli altri no.

E in analisi ci sono andata. (sempre rivolto al fan di google analitics).

Sono strana. E allora prendetemi così. Giudicatemi, spregiudicatemi, analizzatemi, criticatemi, invidiatemi. Fate il cazzo che volete. Mi avete costruita voi così. E adesso mi tenete così. Pensavate di imbrigliarmi dentro le vostre frustrazioni? E invece no, ve ne creo peggio.

Tanto, tranquilli, che comunque sto male. Se questo può rendervi più felici.

Ad majora

13 febbraio 2014
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