Ripiegamenti in se stessi e vitalismi

trasformare filosoficamente

Questa settimana le notizie più seguite sul web sono state riguardo la Grecia, poi l’Ukraina, passando per il Jobs Act mentre i Feyenoord distruggevano la Barcaccia, a seguire Matteo Salvini a Roma e poi l’arrivo nella capitale anche dell’ISIS dalla Calabria.
Internazionale nel frattempo ci dava consigli su come prenderla con filosofia e vivere meglio attraverso un video molto simpatico di tale Alain De Botton e un articolo su John Cheever.

Quindi, in sintesi, mentre siamo invasi dai nazisti, e ci tolgono qualsiasi certezza dicendoci che flessibilità e precarietà sono una ficata, dovremmo porci le domande fondamentali sul senso e il fondamento per trovare la pace dentro di noi.
Ma insomma, mica siamo nell’Atene del IV secolo che facciamo il ripiegamento su noi stessi e accettiamo l’individualismo mentre permettiamo a stoici prima e cristiani dopo di distruggere l’ordine etico in cui ci troviamo. (Sì, è vero, si sviluppò la commedia e l’ironia ma paragonare Aristofane a Beppe Grillo mi sembra piuttosto blasfemo per Aristofane!).

Visto che noi 2500 anni di sta storia di epoche di crisi e ripiegamento in noi stessi ce le abbiamo, forse sarebbe bene che invece di promulgare la filosofia come un modo per “pijalla bene” la usassimo per imparare che succede più o meno sempre così e cominciassimo a utilizzare le categorie che abbiamo appreso per avere una maggiore consapevolezza di come funziona la storia, l’essere umano, le dinamiche socio-economiche, eccetera eccetera. Forse potremmo auspicare una maggiore preparazione dei giornalisti, compresi quelli delle reti mainstream, che in questo modo potrebbero dirci a tutti che gli Ucraini del Donbas sono nazisti, che I Feyenoord non sono gli Olandesi ma sono ultrà nazisti, che l’ISIS sono nazisti e lo è anche Matteo Salvini. Sarebbe interessante che che ci spiegassero anche il perché, e che avessimo delle chiavi di lettura per leggere questo benedetto nazismo una volta per tutte. Altrimenti ci ritroviamo in quella condizione per cui sei della Roma in quanto testaccino. Ma evidentemente riguardo al nazismo potrebbero esserci dei problemini…

Più che ritrovarci infarciti di notizie inutili e parziali, se non del tutto sbagliate, su quanto accade nel nostro mondo, su come funziona l’economia, sui pericoli che ci attendono e poi ripiegarci in noi stessi per approfondire definitivamente l’individualismo in cui ci troviamo, sarebbe più interessante più “umano” e più gratificante ottenere descrizioni argute, acute e soddisfacenti della realtà, quella vera, che ci circonda. In questo modo forse eviteremmo di mantenere gli elettori e i consumatori (perché a questo siamo evidentemente ridotti) nel loro stato di minorità, quello che ti incattivisce, che ti fa competere sul profilo del social network per avere più “amici” o “like” – unico momento di gratificazione personale – quello che non so se domani lavoro oppure quello che lavoro 15 ore al giorno senza nessuna tutela.
Ecco, la situazione è drammatica e il nemico non è l’ISIS, chiaramente, o gli ultrà olandesi. Il nemico è l’Europa, il nemico è buttare al cesso anni di lotte e di conquiste per ritrovarci tutti a fare i vitalisti reazionari o i ripiegati in se stessi. Il nemico è non sapere ed esserne contenti. Il nemico è vantarsi di non conoscere o aver paura di dire “non lo so”.

22 febbraio 2015
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