balsamo, nodi e pettine

trasformare artisticamente

“Piangi pure, ma non cambiare. Tanto poi vedrai che i nodi verranno al pettine, sia in bene che in male… Tu continua a fare tutto in modo preciso!”
Uno dei primi insegnamenti di mio padre. Credo facessi il liceo. E io non sono mai cambiata e non ho mai smesso di ritrovarmi a piangere, ma sti nodi al pettine quando ci arrivano, papà?

E poi che vuol dire che i nodi vengono al pettine? Che gli succede a sti stronzi? Davvero il mio compenso è una sorta di vendetta cosmica? E davvero la mia ricompensa sarà addirittura cosmica? E sto pettine chi lo gestisce…?
Questa storia dei nodi e del pettine proprio comincia a non tornarmi. Come quella delle gambe e delle bugie. Ci sono delle coppie idiosincratiche che sono state date in pasto ai comuni mortali per far credere loro in una giustizia metafisica e togliere potere rivoluzionario, magari con in cambio quello d’acquisto. Quindi, scusa papà, ma io ho deciso che i nodi li sciolgo. Adesso. Ho deciso che il pettine lo passio io e se c’è da strappare perché il nodo non si scioglie, io… strappo.

Come farlo senza farmi male? Forse non si può. Ma sono stanca anche di farmi male. Non è il cinismo il mio obiettivo, non possono diventare cinica adesso, avrei dovuto farlo molto tempo fa e se con tutte le botte che ho preso ancora resto una romantica idealista, meglio se mi faccio due domande. E so anche di chi è la colpa… con buona pace del vecchio Sigmund. Quindi, no, il cinismo non è la mia strada, ma solo perché starei peggio e me lo autoimporrei dall’esterno, io da me stessa… oddio per carità!
Farmi scivolare le cose addosso, men che meno. Mi entra tutto dentro senza filtri, cuore, pancia, utero… credo di essere l’unica donna che somatizza sul sistema genitale: non mi fa male la pancia o la testa… no, a me fanno male le ovaie e mi viene il ciclo. Tre, quattro, cinque volte al mese… non è una questione di mestruo, ma di chi incontro, di scadenze a lavoro, di luna piena e tutto il resto. Nel Medioevo insomma, mi toccava sicuro, senza passare dal via, il rogo.

Quindi invece di aspettare i nodi, invece di aspettare questo apocalittico pettine che rastrellerà e separerà i buoni dai cattivi, io mi metto all’opera per diventare io tanto il nodo, quanto il pettine.
Gli stronzi invece resteranno stronzi e quello che gli succederà nell’apocalissi non mi riguarda, ma mi riguarda se li incontro sulla mia strada. E se li incontro sulla mia strada cercherò di non acciaccarli e se li acciaccherò, penserò che porta bene!

 

3 aprile 2015
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