Pandora. ‘Sta stronza!

interpretare filosoficamente

Faccio parte di quelli che ci sono cascati. E che ci sono cascati per davvero! Quando ci dicevano che il potere faceva schifo, quando ci dicevano che il consumismo è alla base della più grande malattia dell’essere umano: la solitudine. E ce lo dicevano a scuola, i professori, i libri che leggevamo, i film, Pasolini quando non era una moda. Sì, chissà, forse il muro faceva ancora eco con la sua chiara dicotomia dei buoni e dei cattivi… o quantomeno degli ideali.
Non per rimpiangere una qualche verità, o qualche sistema di valori. Non ho verità in cui credere, non ho certezze pret-à-porter e “credo che ci sia ben poca verità nella virtù e ben poca colpa nell’errore”, come una volta ho sentito dire al Poeta.
Penso però che la verità si possa fare, e magari in questa affermazione c’è molta più metafisica di quello che ci si aspetterebbe.
La verità è una realtà dalla struttura relazionale trasparente a se stessa, la verità è una società umana trasparente a se stessa, senza rapporti di potere o di sfruttamento.

Mi verrebbe da dire “tutto qui!”. Ma in effetti era più semplice inventarsi un dio e un sistema economico basato su questo dio.

Per chi come me è cresciuto negli anni ’90, in certi anni ’90, è davvero difficile sopportare il cinismo arrogante di questo decennio. Come è difficile sopportare il degrado culturale di 20 anni di berlusconismo e recessione.
Eppure lo sopporti. Occupando una nicchia biologica dalla competizione elevatissima, il cui vincitore ha come premio il silenzio dell’ingranaggio.

La libertà cara la paghi. Ha un prezzo talmente alto da farti venire il dubbio se per caso non vi hai rinunciato proprio per averla.

16 giugno 2015
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